Volantinaggio Gps la privacy fa tremare i committenti!

Volantinaggio Gps la privacy fa tremare i committenti!

Facciamo seguito all’articolo “Volantinaggio con GPS: nuova tecnologia o nuova truffa? ”

Andiamo a scoprire i pericolosi risvolti dell’utilizzo del GPS come strumento di tracciatura per la distribuzione dei volantini!

 

Attenzione se tu commissioni il lavoro puoi essere responsabile.

 

Per analizzare un argomento spinoso come la privacy ho chiesto l’intervento al Dottor Stefano Schmidt laureato

all’Università di Bologna alla facoltà di Economia e Commercio e specializzato in Privacy dal 2004 anno

dell’entrata in vigore dell’attuale testo unico D.Lgs. 196/03.

 

Ha iniziato a lavorare con clienti di primaria importanza come il Gruppo Hera, Marcopolo Expert, oggi Unieuro, nel campo delle telecomunicazioni con Acantho, ha tenuto innumerevoli corsi di formazione tra cui anche per il personale dei comuni dell’Alto Reno (Porretta Terme, Gaggio Montano ecc), interagito con Telecom e Vodafone, maturando in questi anni una elevata esperienza nel campo della privacy.

Interagisco costantemente con l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, sia partecipando a corsi di aggiornamento sia in prima persona o come consulente di parte.

Stefano Schmidt e l’unico in italia specializzato in “PRIVACY SOLVER ZERO SANZIONI O PAGHIAMO NOI”

(http://www.privacysolver.it/privacy-solver/)

 

[APPROFONDIMENTO] GPS Privacy e distribuzione volantini

E’ inutile nasconderselo, il problema della distribuzione dei volantini è sempre lo stesso, essere sicuri che siano stati distribuiti in maniera corretta invece di finire giù per qualche fosso o in qualche cassonetto dei rifiuti.

Esistono molti metodi di controllo di questo fenomeno, alcuni ottimi ed efficienti ed altri meno, ma non sta a me disquisire in tal senso, e tra questi quello più in voga e più di moda è la distribuzione controllata con il GPS.

Ecco qui, sulla distribuzione con GPS, entriamo noi della privacy a gamba tesa e possiamo dire con competenza e carte alla mano cosa si può e cosa non si può fare!

Esistono due leggende metropolitane da sfatare su questo argomento

 

La prima è che il job Act lo permetta

 

La seconda è che i dati siano anonimi

 

La leggenda del Job Act è alimentata da molti consulenti del lavoro che in maniera impropria hanno sostenuto che con la nuova legge sul lavoro sia possibile controllare i dipendenti.

Ciò non è vero, in quanto un controllo costante e sistematico del lavoratore è ad oggi ancora vietato e ci sono ben due sentenze della Cassazione che condannano il datore di lavoro a favore del lavoratore.

 

Il lavoratore non può essere quindi controllato in maniera sistematica tramite strumenti elettronici.

 

Il GPS è sicuramente uno strumento che permette al datore di lavoro di sapere dove si trova o dove si trovava un determinato mezzo aziendale

 

La localizzazione dei veicoli aziendali non può realizzare un monitoraggio costante dei lavoratori. (Garante Privacy)

 

Ancora peggio se il localizzatore non si trova su un mezzo ma su uno strumento che il lavoratore porta con se come ad esempio uno smartphone o un tablet.( Volantinaggio con GPS)

 

Seconda leggenda metropolitana è il fatto che i dati siano anonimi.

 

Ho scritto qualche giorno fa in una risposta ad un post:

“ un dato si definisce anonimo quando non è possibile in nessun modo interpolare (termine tecnico per definire il concetto di unire due dati anonimi facendoli diventare espliciti) il dato e quindi risalire alla persona (in questo caso) che ha la zona dei volantini da distribuire. Ed in questo caso mi sembra difficile in quanto basta che la società che ha il dato e la società che organizza le zone di distribuzione si parlino. E questo anche se per correttezza e contratto non avviene è tecnicamente fattibile. Questo rende il dato non più anonimo”

Ebbene il Garante della Privacy qualche giorno dopo confermò tramite una sentenza quanto da noi detto:

Nell’esaminare il progetto, il Garante ha sottolineato che i dati delle coordinate geografiche, contrariamente a quanto sostenuto dalla società, non possono considerarsi anonimi, in quanto, sebbene il sistema di geolocalizzazione non li associ direttamente ai singoli operatori, l’incrocio con i dati del “sistema turni”, preordinati da uno specifico software, consente di risalire all’identità del dipendente a cui sia stato assegnato uno specifico dispositivo.

 

Il Garante ha suggerito un sistema di utilizzo ad EVENTI:

 

Per evitare il controllo continuativo a distanza dei lavoratori l’Autorità ha dunque proposto una rilevazione cosiddetta “ad eventi”, che dovrà avvenire nel momento in cui l’automezzo giunga in prossimità di un punto di raccolta già precedentemente georeferenziato.

Ma un sistema ad eventi a sistema precedentemente georeferenziato non ha efficacia nel caso della distribuzione dei volantini in quanto il lavoratore, che deve essere informato dei punti in cui il sistema GPS è in funzione, lavorerebbe bene in quel luogo per poi comportarsi in maniera lesiva per l’azienda negli altri luoghi di distribuzione.

A completare il quadro e come si dice a mettere la famosa ciliegina sulla torta c’è in tutti i casi la necessità di adeguarsi alla normativa privacy, con tutti gli adempimenti necessari a questa tipologia di trattamenti tra cui la famosa notificazione al Garante, nella quale comunichiamo al Garante della Privacy la nostra intenzione di utilizzare questi strumenti (la notificazione va fatta prima dell’inizio dell’utilizzo) e il Garante, a sua discrezione, può decidere di venirci a controllare.

 

Ma chi deve adeguarsi?

 

L’adeguamento deve essere effettuato dal Titolare del trattamento cioè da colui che detiene i dati e li utilizza per gli scopi previsti dalla legge e secondo tali modalità.

 

Ma se il Titolare non fa l’adeguamento privacy e non si conforma alla normativa è il solo responsabile?

 

Purtroppo NO!

E’ responsabile sia chi effettua materialmente il servizio, nel caso non sia il Titolare ma un subappaltatore, oppure potrebbe essere chiamato in causa anche il cliente per essersi affidato ad un operatore non a norma con la normativa privacy e non aver adottato tutte le misure necessarie al rispetto della normativa privacy e dello statuto dei lavoratori.

 

Poi non dirmi che non ti avevo avvisato!

 

Se vuoi ottenere maggiori informazioni in tema di privacy puoi contattarci qui:

http://www.privacysolver.it

 

 

Grazie a Stefano per aver trattato in modo esaustivo un argomento ostico come la privacy.

 

 

VOLANTINO SICURO® 

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